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Manager: sapete quali sono le prospettive per lo Smart Working?

Gli uffici stanno riaprendo. Ma ciò non significa che il vostro team voglia lavorarci a tempo pieno.

Anche considerando in quanto tempo gli analisti hanno previsto un passaggio massiccio allo smart working, si può dire con certezza che pochi si aspettavano che sarebbe avvenuto così in fretta. Parlando di cifre, Gallup riporta che il numero di dipendenti statunitensi che lavorano da remoto è raddoppiato in meno di un mese, passando dal 31% al 62%. 

Ma sarà solo temporaneo? Ora che moltissimi imprenditori possono finalmente far tornare i propri i dipendenti in ufficio, in tanti si chiedono: “lo smart working dovrebbe essere la nuova normalità?”

Tuttavia, prima di affrontare cosa sarà e non sarà “la nuova normalità”, vale la pena considerare la situazione attuale.

Smart Working: a che punto siamo?

Innanzitutto, bisogna ammettere che si è verificato un cambiamento senza precedenti sul posto di lavoro.

Durante la quarantena, i lavoratori hanno visto in prima persona che non solo possono svolgere il proprio lavoro da casa, ma possono farlo anche a lungo termine. E questo ha fatto sì che milioni di lavoratori volessero continuare a lavorare da casa.

Secondo vari sondaggi recenti:

  • Il 53% dei lavoratori statunitensi ora vuole lavorare da remoto il più possibile (Gallup);
  • Il 75% dei lavoratori statunitensi ora desidera lavorare da remoto la maggior parte della settimana (IBM);
  • Il 60% dei lavoratori statunitensi ritiene che rimarrà più produttivo se lavorasse da casa a tempo indeterminato (Glassdoor).

Questi numeri non sorprendono se consideriamo i dati storici. Già nel 2018, in base al sondaggio di FlexJobs, sapevamo che:

  • Il 76% dei dipendenti sarebbe stato più fedele alla propria azienda se avesse avuto la possibilità di lavorare da remoto;
  • Il 65% dei dipendenti riteneva che sarebbe stato più produttivo lavorare da casa;
  • Il 52% dei dipendenti riteneva che lo smart working avrebbe avuto un effetto positivo sulla qualità della vita;
  • Il 77% dei dipendenti riteneva che lo smart working avrebbe migliorato la propria salute.

Non è difficile capire da dove provengano queste convinzioni: lo smart working significa non doversi spostare e poter lavorare in un ambiente più familiare e più facilmente controllabile. Secondo l’American Psychological Association, significa anche maggiore produttività, maggiore soddisfazione e un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata.

Altrettanto rilevante per i dipendenti è il fatto che, quando si considerano i luoghi di lavoro nel loro insieme, lo smart working sta diventando standardizzato. Del 23,7% della popolazione degli Stati Uniti che ha utilizzato lo smart working regolarmente prima della pandemia (secondo l’Ufficio delle statistiche del lavoro degli Stati Uniti del 2018), il 55% dei manager afferma che continuerà con politiche di lavoro da remoto al termine della quarantena, secondo un sondaggio di Gallup.

Poi ci sono i colossi del mondo del business: aziende leader come Google, Microsoft, Twitter, Amazon e Facebook hanno esteso la modalità smart working fino alla fine del 2020, fungendo così da modello per quanto riguarda la possibilità di estendere la durata del lavoro da remoto.

Guardando al domani

La conclusione di tutto ciò è che il luogo di lavoro convenzionale è cambiato. Prima si parlava di smart working come un’opzione, che spesso veniva considerata come un benefit, un extra che poteva decidere l’azienda se accordare o meno.

Ma d’ora in avanti, i dipendenti si aspettano opzioni di smart working. Non solo i lavoratori hanno visto che il sistema funziona e hanno avuto la possibilità di goderne i benefici, ma stanno anche vedendo che le aziende intorno a loro continuano ad utilizzarlo.

Quindi, dopo aver detto tutto questo, è opportuno tornare alla domanda iniziale: “Lo smart working dovrebbe essere la nuova normalità?”

La risposta a questa domanda dipende da come si vuole rispondere ad un’altra domanda: in che misura si desidera che la propria azienda sia competitiva in termini di fidelizzazione e acquisizione dei talenti?

Osservando le aspettative dei dipendenti, sembra che i lavoratori più promettenti saranno molto interessati allo smart working, poiché, se la vostra azienda non lo utilizza, ne troveranno molte altre che offrono questa opportunità.

In altre parole, se la vostra “nuova normalità” non include lo smart working, è improbabile che sia composta da dipendenti qualificati. Ormai le preferenze sono cambiate e il mercato ha già cominciato ad adattarsi: per i datori di lavoro, questo significa o tenere il passo o rimanere indietro.

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Videoconference

E’ arrivata l’ora dei meeting da remoto

Videoconference

Videoconferenza: ecco perché i manager dovrebbero iniziare ad usarla

Esiste un detto diffuso e comune a tutti gli impiegati: 

“Questo meeting poteva benissimo essere riassunto in una semplice e-mail.”

Ciò che spesso si cela alla base di questo messaggio è il senso di frustrazione nella gestione del tempo. Il detto viene usato da quei dipendenti che desidererebbero semplicemente svolgere il proprio lavoro, senza essere continuamente obbligati a lasciare la propria scrivania per ascoltare informazioni che potrebbero essere date in modo molto più immediato. 

Ad esempio, potrebbero essere gestite tramite videoconferenza.

In un mondo sempre più dominato dallo smart working, le aziende non possono più permettersi di trascurare i vantaggi dati da questo strumento (ancora più evidenti per tutti quei dipendenti che non riescono a stare seduti durante una conferenza di persona).

I vantaggi dei (video) meeting da remoto

Il fatto che la videoconferenza sia uno strumento messo a disposizione dall’azienda, oltre alla mera comunicazione via e-mail, dimostra l’importanza che i manager danno alle riunioni.

I manager spesso sostengono che si perdono le e-mail nella posta in arrivo, che ascoltare le stesse informazioni dette a voce le fa imprimere meglio nella loro memoria, che riunire l’intera squadra crea unità e che è importante consentire ai dipendenti di porre domande o proporre nuove idee.

La videoconferenza offre tutti questi vantaggi. Questo strumento permette ai dipendenti di ottenere la stessa sensazione di presenza di una riunione fisica e di comunicare a voce con gli altri partecipanti. Inoltre, durante una videoconferenza si possono ricevere nuovi input. 

Il fatto più sorprendente è che, tramite le conferenze Web, i dipendenti possono godere di tutti questi benefici dalla comodità delle proprie case. 

In un certo senso, la videoconferenza rappresenta una via di mezzo tra lo svolgimento di riunioni fisiche e l’invio di un’e-mail, offrendo ai dipendenti un modo più comodo e meno invasivo di partecipare ad una riunione ed ai Manager di avere lo stesso impatto di una conferenza.

Un futuro smart 

Prendendo in considerazione tutto questo, i Manager non dovrebbero pensare che i lavoratori rinuncino a questo strumento di comunicazione una volta rientrati in ufficio. 

Secondo un sondaggio di IBM, ben il 75% degli smart workers americani vorrebbe continuare a lavorare da casa almeno alcuni giorni della settimana. Anche Gallup conferma questi dati. Secondo la sua ricerca, il 55% dei manager consentirà ai propri dipendenti di continuare a lavorare da casa dopo la fine delle restrizioni della quarantena.

Alla luce di questi dati, possiamo affermare con certezza che lo smart working sia qui per restare. 

E’ importante considerare che adottare una politica di lavoro di questo tipo permette anche di attirare talenti. Rifiutarla, potrebbe significare non rendere la propria azienda appetibile a nuovi talenti. 

Naturalmente, affinché la videoconferenza sia un’alternativa realmente praticabile alle riunioni di persona, il sistema sul quale si basa deve essere sicuro, altamente connettivo ed user-friendly. 

Anche così, sarebbe comunque assurdo affermare che il video dovrebbe sostituire ogni incontro di persona. 

Il punto è più semplicemente che, anche se il personale non vede l’ora di interagire nuovamente con i colleghi, sarà sempre meno probabile che questo accada ogni giorno della settimana lavorativa, anche per i manager sostenitori dei meeting face-to-face.

In questo momento, anche se i dipendenti venissero obbligati a lavorare sempre in ufficio qualsiasi cosa accada, li potremmo benissimo sentir dire sempre più spesso: “Questo meeting avrebbe dovuto essere una videoconferenza!”

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Devices for home working

Dispositivi per lo smart working

Devices for home working

Quale dispositivo preferisci usare per il lavoro da casa e come gestisci l’equilibrio casa/lavoro? 

Ora che il lavoro dall’ufficio sembra essere ancora più incerto, come supportato anche da Twitter che ha annunciato che il proprio personale non dovrà tornare in ufficio ma sarà ora libero di continuare a lavorare in modo più smart da casa, una domanda sorge spontanea: quali sono gli strumenti migliori per lavorare in smart working? 

In generale, la maggior parte degli smart worker utilizza degli auricolari in combinazione con un softphone oppure con un’app mobile. Ma come si adattano questi, a gestire l’equilibrio casa/lavoro?

Il fatto di indossare gli auricolari in modo continuativo per 8 ore al giorno potrebbe, alla lunga, crearti dei problemi. Ad esempio, potresti non sentire il suono del campanello oppure il rumore di sottofondo nell’ambiente circostante. A meno che tu non sia un operatore di call center che deve telefonare  tutto il giorno, le persone solitamente non vogliono indossare gli auricolari ininterrottamente. 

Forse tu sei uno dei pochi fortunati ad avere un ufficio a casa con un handset VoIP e, quindi, i problemi legati allo smart working per te, diminuiscono. Ma, se appartieni alla maggioranza delle persone che, per lavorare, utilizzano un’area condivisa della casa come un tavolo da pranzo o un banco colazione, quali sono le tue opzioni? 

Anche avendo un ufficio a casa, sono molte le persone che non amano il fatto di rimanere isolate all’interno delle quattro mura domestiche per tutto il corso della giornata lavorativa e, quindi, optano per lavorare in un’area condivisa della casa. 

Per gli smart worker che lavorano in uno spazio condiviso della casa, ci dovrà essere un cambiamento riguardante i dispositivi che vorranno avere intorno in questo luogo. Se lo smart working diventa la nuova normalità, chi di noi vorrebbe sul proprio tavolo da colazione un telefono IP tradizionale? 

Inoltre, se i device dovranno rimanere in vista al di fuori dell’orario lavorativo, perché devono essere un semplice telefono che non aggiunge funzioni all’area in cui si trova? Se le persone lavorano in modo più smart, bilanciando il tempo casa/lavoro e oltre le classiche 9-5 ore lavorative, non avrebbe senso nascondere il dispositivo una volta terminata la giornata lavorativa. 

Gli smart workers hanno bisogno di un bel dispositivo multifunzione che offra nuove funzionalità alla casa ed al luogo di lavoro. Il device dovrebbe essere stato progettato per apparire attraente ma facile da usare, bello quanto funzionale ed in grado di inserirsi bene all’interno dell’ambiente e non apparire solo come un device d’ufficio inserito in un ambiente domestico. Un device come SuperVision. 

Dal look attraente ed in grado di inserirsi molto bene nell’ambiente circostante, il telefono portatile SuperVision è un device Android con uno schermo touch da 8 pollici. In questo modo, potete utilizzarlo anche oltre l’orario lavorativo, ad esempio per guardare le vostre serie TV o programmi di cucina preferiti, oppure ci potete installare la vostra app del citofono per vedere in tempo reale chi sta suonando il campanello. Puoi anche utilizzarlo per i tuoi software oppure puoi configurare il tuo client mail o il tuo calendario lavorativo in modo da utilizzare il laptop solo quando effettivamente necessario. 

Oltre a questo dispositivo, la soluzione intelligent Collaboration di Wildix aiuta a bilanciare il lavoro da casa in molti altri modi. Ad esempio, puoi interagire con il tuo team grazie alla chat o alla videoconferenza, oppure puoi trasferire una chiamata da un dispositivo ad un altro senza interruzione. Ad esempio, puoi passare la chiamata da laptop allo smartphone immediatamente, in modo da poter rispondere tranquillamente al citofono, senza alcuna interruzione. 

L’equilibrio tra lavoro e vita privata cambierà e la tecnologia si adatterà per sostenerlo. 

Per conoscere più da vicino la soluzione Wildix per lo Smart Working e la sua offerta, visita la pagina Work from Home with Wildix

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Individua al volo le caratteristiche fondamentali per il tuo sistema di videoconferenza

Gli elementi chiave da considerare quando si sceglie una soluzione di videoconferenza 

Nella generale diffusione di massa delle Unified Communications, l’ambito specifico della videoconferenza si distingue per una crescita esponenziale.  L’UCC sta avendo una crescita esponenziale ed, in particolare, l’area dedicata alle videoconferenze sembra essere particolarmente esplosiva.  

Come qualsiasi osservatore del cambiamento dovuto allo smart working potrebbe confermare, il mercato del video è pronto a dominare il settore UCC. Anche le statistiche lo confermano: secondo Gartner, i meeting in-person, ossia con presenza fisica dei partecipanti,   scenderanno al 25% degli incontri di lavoro complessivi, in favore  dei meeting su piattaforme virtuali. 

Fonte: Gartner

Se inoltre consideriamo che Gartner ipotizza un tasso annuo di crescita del videoconferencing del 4,2% fino al 2022, possiamo affermare con certezza che la maggior parte di questi incontri non coinvolgerà soltanto la voce. 

Per quanto questa possa sembrare una crescita importante, dovremmo però iniziare a chiederci perché non sia maggiore

Il video ha sicuramente molti vantaggi, come quello di fornire un grande senso di connessione e di co-presenza, ma con sé porta anche molti svantaggi significativi.

Una videoconferenza solitamente comporta un accesso non semplice ed un menù di gestione complicato o, nel caso di una soluzione fisica, un enorme groviglio di fili. Spesso, gli utenti devono stare ad aspettare  installazione di un aggiornamento proprio prima di iniziare la videoconferenza. L’intero processo può diventare così complicato da dover coinvolgere il reparto IT per poterlo portare a termine. 

A tutto questo si aggiunge un’interfaccia poco intuitiva, un complesso sistema per invitare gli utenti esterni e l’assenza di funzionalità per collaborare in tempo reale (ed i problemi di sicurezza). Per questi motivi è davvero un miracolo che l’utilizzo delle videoconferenze stia crescendo.

Il quesito da porsi quindi diventa: che aspetto dovrebbe avere una soluzione di videoconferenza per essere di immediato utilizzo  ed orientata alle vendite? 

La risposta a questa domanda, secondo il nostro punto di vista, sta in principi di sviluppo e tecnologie chiave, nell’ambito di un’idea di design decisamente affascinante.  Vediamoli qui di seguito nel dettaglio.

Tre principi fondamentali

Dal punto di vista dell’usabilità, lo strumento di videoconferenza ideale dovrebbe rispettare prima di tutto tre concetti: semplicità, sicurezza e connettività.

Di seguito, vi spieghiamo nel dettaglio cosa significano per noi questi punti e come andrebbero implementati.

1.Semplicità

Come riportato numerose volte all’interno di questo post, il core del design di ogni webconference dovrebbe essere l’implementazione semplificata – ossia, un’interfaccia intelligente e lineare che ne faciliti il suo utilizzo. 

Invece di imprigionare gli utenti tra login lunghi e menù confusi, la soluzione più semplice (e quindi preferibile) sarebbe quella di far iniziare le conferenze cliccando solamente su un pulsante, che sia un click singolo all’interno della UI oppure su un semplice link. 

Il layout dovrebbe favorire l’usabilità con un’interfaccia comprensibile anche da utenti neofiti o con poca esperienza. 

2.Sicurezza

Non c’è bisogno di dirlo, ma le soluzione IT perdono moltissimo valore se vengono hackerate, deviate o interrotte.

Per questo motivo, una soluzione di videoconferenza dovrebbe sempre avere come priorità la sicurezza. Questa, inoltre, dovrebbe essere così importante da diventare una parte integrata ed inseparabile della piattaforma. 

Invece di implementare VPNs o SBCs esterni, una connessione voce e video ideale dovrebbe funzionare automaticamente da browser a browser, senza server di mediazione mediatory o reindirizzamenti. 

Questo dovrebbe assicurare la sicurezza di ogni conferenza, evitando di essere intercettati e senza richiedere lunghi processi di installazione. 

3. Connettività

Un altro problema costantemente associato alle videoconferenze è la mancanza di un accesso universale. Da un punto di vista del design, chiedere ad utenti esterni di creare un account o di scaricare un software serve solo ad impedire il suo utilizzo. 

Per risolvere il problema si dovrebbe in primo luogo implementare una connessione maggiore, sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione.  

Oltre al fatto di semplificare la creazione e l’utilizzo di conferenze all’interno del team, gli utenti dovrebbero essere anche in grado di invitare ospiti esterni in modo semplice e veloce. Idealmente, lo potrebbero fare attraverso un invito con all’interno un link che permetta loro di accedere alla pagina della conferenza direttamente all’interno del loro browser. 

Senza ulteriori download o processi di autenticazione utente, il tutto sarebbe mantenuto semplice riscontrando un apprezzamento maggiore da parte degli utenti. 

La Magia di WebRTC e di Chrome OS

Per poter godere di e di questi principi, il miglior candidato  è ciò che Wildix ha scelto come elemento costitutivo dei suoi prodotti: il WebRTC.  

WebRTC è un’interfaccia su browser in grado di stabilire dirette connessioni tra utenti, affidabile ed altamente flessibile. Grazie a questa tecnologia, tutto ciò di cui avrai bisogno per utilizzare lo strumento sarà un browser web, una videocamera ed un microfono.

Per l’opzione di elaborazione autonoma, come ad esempio una stazione di videoconferenza web, l’affidabilità di WebRTC dovrebbe essere aumentata anche dalla potenza leggera e appositamente progettata di Chrome OS.

Nella pratica, Chrome OS è una versione di Google Chrome in grado di sostenere  un intero ambiente di elaborazione. Sebbene questo limiti il sistema a farle solo ciò che un browser web dovrebbe fare, in questo caso specifico è ideale per un sistema di conferenza web. Questa funzione di Chrome OS garantisce un’esperienza di videoconferenza eccellente, senza alcun processo in background che limiti la potenza della CPU. 

Per non parlare del fatto che Chrome OS si aggiorna automaticamente, assicurando al sistema di lavorare con l’ultima versione disponibile prima di iniziare la conferenza (invece di aggiornarsi due minuti prima del suo inizio). 

Il risultato finale 

Tutti questi elementi si uniscono per creare qualcosa di veramente magico: una sensazione di presenza reale e simultanea tra persone situate in uffici diversi a tua completa disposizione. 

Questo approccio semplificato alla comunicazione aziendale porta finalmente le videoconferenze a diventare uno strumento usato dal team in modo proattivo e a non essere più solamente una tecnologia implementata svogliatamente per adattarsi alle grandi distanze. La videoconferenza può diventare un canale centrale di comunicazione tra l’ufficio principale e le sedi internazionali, tra colleghi in smart working e anche con i clienti.  Sebbene questa soluzione sembri qualcosa di magico, in Wildix, siamo riusciti a renderla reale e l’abbiamo chiamata Wizyconf. 

Se vuoi vedere come appare una soluzione aziendale di videoconferenza di questo tipo, clicca qui!

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Smart Working, Smart Loving, Smart Living

Smart Working, Smart Loving, Smart Living

Smart Working, Smart Loving, Smart Living

Come tagliare la testa alle resistenze dei tuoi clienti e proporre loro una soluzione di Smart Working

Arriveremo a vivere una vita digitale? Lavoro virtuale, sesso virtuale, viaggi virtuali?

“Atto di Forza” era uno dei miei film preferiti, quando ero adolescente. Primo perché c’era Arnold Schwarzenegger (che forse per i millennials non significa molto, ma per noi giovani degli anni ‘90 era un semidio), poi perché si andava alla Rekall e ci si faceva impiantare i ricordi di fantastici viaggi su Marte.

Douglas, il protagonista del film, andava su Marte, faceva sesso con le marziane più belle, infatti tutte lo desideravano, perché quella non era la realtà, ma un ricordo manipolato dalla Rekall.

Oggi abbiamo Tinder, Pornhub, Netflix, DAZN. Oggi non si compra più molto, oggi si sottoscrivono servizi: l’era dell'”as a Service”, clicchi e attivi l’abbonamento da casa, spesso direttamente dal cellulare.

Naturalmente l’industria del sesso e dei divertimenti si muove molto più velocemente del Business to Business, ma spesso segna la strada da seguire, è l’apripista a cui dovremmo guardare (con moderazione 🙂 ) per orientare il nostro futuro.

“Smart” significa intelligente. E quando si parla di Smart Working, si dice che, nel 2020, dovrebbe esserci un modo più intelligente di lavorare rispetto a quello di andare in ufficio ogni mattina, smazzandosi ore di viaggio in mezzo al traffico, colleghi che non sopportiamo e cibo industriale della mensa.

Lavorare da qualsiasi luogo è lavorare Smart e io spero che il 2020 sia l’inizio dell’era dello SMART-LIVING.

Il coronavirus ha impattato pesantemente sulle nostre abitudini: restare chiusi in casa per settimane non è facile. Eppure abbiamo scoperto che possiamo fare tutto da casa, anche se sappiamo che questo approccio sarà solo temporaneo.

Aperitivi in video conferenza, i flashmob dal balcone, i pranzi e i compleanni in video collegamento. Pornhub ha dato accesso gratuito ai suoi contenuti Premium, così come molti quotidiani, biblioteche, cineteche e musei con visite virtuali.

E il lavoro? Oggi c’è il virus, ma prima c’erano gli incidenti in auto o le condizioni meteorologiche.

Non per tutti i lavoratori è possibile lavorare da casa, non lo possono fare i medici, gli infermieri, gli idraulici, i parrucchieri, gli autotrasportatori e tantissimi altri.

Ma moltissime persone sì. E se queste lavorassero più spesso da casa faciliterebbero il lavoro altrui, liberando strade, autogrill, parcheggi e anche un po’ di smog dalle città.

Le grandi rivoluzioni si fanno con le idee semplici.

Tagliare la testa ai regnanti francesi era un messaggio semplice a fine Settecento, sebbene terrificante. Le masse lo capivano e hanno partecipato a una delle più grandi rivoluzioni della storia.

Smart working, lavoro agile, digital mission… sono tutte parole meravigliose ma rischiano di far dire alla gente: “Troppo complicato, non fa per me. Microsoft, Apple, Il Sole 24 ore, TIM lo possono fare, non io!”.

I concetti devono essere semplici per creare una massa rivoluzionaria. E anche la tecnologia deve essere semplice.

Ti vendo una soluzione di Smart Working?

  • Devo come minimo, non dover venire nel tuo ufficio per installarla.  -> un esempio: La soluzione Wildix si installa 100% da remoto
  • Non devo installare client o software su computer vecchi di 10 anni di tutti i dipendenti, diventando pazzo per le compatibilità delle decine di sistemi operativi. -> un esempio: La soluzione Wildix è browser-based, accessibile tramite link.
  • Non devo fare una settimana di formazione agli impiegati su come usarla -> un esempio: La User experience è il cuore e motore della Soluzione Wildix

Quindi il messaggio è:

Puoi lavorare da casa, da domani, con tutti i collaboratori connessi a un sistema di comunicazione accessibile da smartphone e PC anche personali, senza dover installare nulla, e il nostro tecnico farà tutto da remoto, senza mai venire in ufficio da te.

Questo messaggio si capisce. Stimola l’immaginazione del tuo cliente, come Douglas immaginava Marte, e “decapita” le sue resistenze a credere che lo Smart Working sia qualcosa di inaccessibile alla sua realtà.

Più Smart Working per rivoluzionare il modo di lavorare!

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