Wildix vs 8×8

Wildix vs. 8x8
Wildix vs. 8x8

Affidabilità e supporto a confronto

Quando le funzionalità delle piattaforme UCC sembrano quasi identiche, le aziende tendono a scegliere in base al marchio. E, anche se un marchio rinomato non è sinonimo della soluzione aziendale migliore, questo è spesso il motivo che spinge le aziende a scegliere la soluzione VoIP 8×8.

8×8, un nome noto nel mercato UCC, continua ad essere un fornitore di soluzioni di comunicazione per le aziende di tutto il mondo grazie al marchio e ai prezzi iniziali relativamente bassi. Tuttavia, sebbene il branding sia importante e sebbene il prezzo debba fattorizzarsi nel budget, la cosa più importante che ogni azienda deve tenere in considerazione nella scelta di una soluzione sono il ROI e la facilità d’uso. Di conseguenza, chiunque stia considerando di scegliere 8×8 dovrebbe conoscere il valore effettivo offerto e cosa invece può aspettarsi dai concorrenti.

Per esaminare questo problema nei dettagli, vediamo cosa 8×8 offre esattamente alle aziende che necessitano di una soluzione di comunicazione unificata e cosa invece può offrire Wildix.

Standard tecnici

8×8 fornisce un insieme di funzionalità utili, anche se basilari. Oltre alle chiamate, agli SMS e ai fax illimitati, qualsiasi licenza 8×8 ha funzioni come:

  • Trascrizione della posta vocale
  • Registrazione delle chiamate
  • Musica di attesa
  • Suoneria gruppi
  • Monitoraggio delle chiamate
  • ID chiamante
  • Blocco delle chiamate
  • Code di chiamata

Queste funzionalità sono senza alcun dubbio utili in tutti i contesti commerciali e dovrebbero essere incluse in qualsiasi pacchetto di comunicazioni di livello aziendale. Il problema è che un sistema VoIP 8×8 standard non fornisce nessun’altra funzione oltre a questo set essenziale.

Mentre Wildix fornisce funzionalità come note post-it, avvisi di richiamata e persino una piattaforma webinar incorporata, 8×8 offre poche funzionalità oltre alle funzioni VoIP di base. I rapporti del sistema si concentrano tipicamente su questi elenchi standard, ma al di là di essi c’è poco di cui parlare.

Per completare questo elenco di funzionalità, 8×8 offre ora anche 8×8 Meet, sviluppato di recente, che include chat aziendali e videoconferenze che possono funzionare nel browser o tramite una app mobile.

Sebbene questa usabilità generale sia in qualche modo alla pari con Wildix, che offre videoconferenze nel browser e nell’app mobile dedicata, le limitazioni emergono quando si confrontano i due modelli. La più notevole è il fatto che le videoconferenze 8×8 hanno un limite di 100 partecipanti, mentre le conferenze Wildix non hanno nessun limite massimo. 8×8 Meet manca anche del supporto per altre caratteristiche più importanti che Wildix invece include, come “alza la mano” o l’uso collaborativo della lavagna.

Una differenza simile può essere riscontrata confrontando le chiamate internazionali. 8×8 fornisce chiamate VoIP a un totale di 120 paesi, ma questo numero è disponibile solo attraverso le tre licenze top, mentre il resto (a parte la licenza Express entry-level) fornisce solo chiamate a un numero più limitato.

Con Wildix, invece, le chiamate internazionali possono essere inviate e ricevute da un totale di 133 paesi utilizzando CLASSOUND, un servizio che può essere aggiunto a qualsiasi piano utente.

Uso di 8×8

Nel considerare un’installazione 8×8, non sono importanti solo le funzionalità pubblicizzate, ma l’effettiva implementazione del sistema.

Se la stabilità o la conoscenza del sistema dovessero diventare un problema, le aziende potrebbero dover fare affidamento principalmente sul proprio reparto IT interno, poiché l’assistenza clienti 8×8 è poco efficiente. Le recensioni degli utenti parlano spesso di tempi di risposta lunghi, personale non identificabile e poco impegno per risolvere il problema.

Questi problemi vengono spesso segnalati anche da utenti finali che sono passati da 8×8 a Wildix, come riportato da Stephen Meadows, CSO per il partner Wildix Ohiya Networks.

Il servizio clienti è probabilmente la ragione principale per cui sono stato in grado di sottrarre loto utenti così facilmente“, ha detto il signor Meadows riguardo la vendita del sistema Wildix ai clienti 8×8. “Le persone con cui ho avuto a che fare hanno provato a far funzionare la chat 8×8 o l’app mobile, ma hanno riscontrato molti problemi. Anche alcune delle loro funzioni di inoltro di chiamata sembrano essere una vera seccatura. E quando chiedono supporto, semplicemente non vengono assistiti. 

“Nessuno aveva problemi gravi”, ha sottolineato, “ma avevano problemi di supporto e ticket che non erano mai stati risolti. Quindi, se dovessi contattare 8×8 e chiedere dell’operatore automatico, potresti non avere più loro notizie. Oppure, la persona che ti assisterà non avrà le migliori competenze per aiutarti”.

Per quanto riguarda la formazione, il signor Meadows ha detto:

“C’erano molti clienti o anche potenziali clienti che avevano riscontrato lo stesso mio problema con 8×8, per quanto riguarda il fatto di non essere in grado di utilizzare la piattaforma, perché non esiste nessun tipo di formazione, da quanto ne so.”

Questo rappresenta una netta differenza tra la metodologia 8×8 e quella Wildix, poiché nel sistema Wildix è richiesta la formazione per tutti i partner e ulteriore assistenza è prontamente disponibile attraverso il personale a chiamata o un’ampia documentazione online, nonché una piattaforma di e-learning. Sebbene 8×8 fornisca assistenza online tramite una piattaforma di e-learning, l’assistenza di persona è molto meno disponibile.

Un risultato comune della mancanza di formazione e del supporto scarso è il poco utilizzo effettivo del sistema 8×8. Non sapendo come usarlo e se i problemi riscontrati verranno risolti, il personale finisce per abbandonare completamente il sistema, che diventa così inutilizzabile per l’azienda.

Per quanto riguarda la flessibilità complessiva del sistema, 8×8 sembra avere problemi anche in questo settore, poiché la piena usabilità del sistema è legata a un totale di sette piani di licenza che lasciano poco spazio per lavorare, al di fuori delle funzionalità elencate. Se un utente finale ha bisogno di cambiare o sospendere le licenze 8×8, i feedback degli utenti riportano nuovamente difficoltà nel portare a termine la modifica, oppure il pagamento di costi aggiuntivi per l’avvio del processo.

Wildix, invece, è strutturato per la flessibilità, con quattro semplici licenze e un sistema costruito per integrazioni più diffuse, inclusi citofoni e simili tecnologie IoT. In termini di spesa, paghi solo per ciò di cui hai bisogno dai fornitori di tecnologia (in linea con i principi di spesa OPEX), che adatteranno il sistema alla tua situazione particolare. Pertanto, Wildix vince su entrambi i fronti.

Valore complessivo

Messi uno accanto all’altro, Wildix e 8×8 possono sembrare simili, ma è importante considerare le sfumature di entrambi i sistemi quando si deve fare una scelta.

Per quanto riguarda le funzioni, 8×8 e Wildix offrono apparentemente le stesse da un telefono dedicato, un computer desktop o uno smartphone. Tuttavia, in termini di funzionalità, Wildix ne ha di più e con un semplice piano di licenza.

Naturalmente, questo confronto riguarda le funzionalità. Quando si inizia a considerare l’utilizzo generale, sorgono più domande. Per utilizzare la soluzione, avrai accesso a qualche formazione iniziale? Ci saranno esperti a disposizione per affrontare eventuali problemi? Ci sarà un team di supporto dedicato per assistenza in caso di emergenze?

In poche parole, se il rischio di avere poca o nessuna formazione su un sistema – per non parlare di una generale mancanza di manutenzione – supera il vantaggio di una licenza iniziale relativamente a basso costo, 8×8 non è la soluzione migliore.

Analisi dettagliata

Wildix 8×8
Funzionalità VoIP
  • Trascrizione della posta vocale
  • Registrazione delle chiamate
  • Suoneria gruppi
  • Monitoraggio delle chiamate
  • ID chiamante
  • Blocco delle chiamate
  • Code di chiamata
  • Rubrica sui telefoni
  • Fax e dispositivi FXS
  • Integrazione citofono
  • LDAP/Active Directory/App Google/Autenticazione di Office 365
  • Programmazione oraria
  • Trascrizione della posta vocale
  • Registrazione delle chiamate
  • Suoneria gruppi
  • Monitoraggio delle chiamate
  • ID chiamante
  • Blocco delle chiamate
  • Code di chiamata
Funzionalità dello strumento Collaboration
  • Click to Dial/Pop-up chiamata
  • Client mobile
  • Impostazione presenza
  • Presenza in tempo reale nella rubrica
  • Server fax per tutti gli utenti
  • Chat
  • Condivisione di post-it
  • Trasferimento di file
  • Condivisione del desktop
  • Videoconferenza WebRTC
  • Invio e ricezione di SMS
  • Click to Dial per Outlook (solo versione per PC con Windows, no versione Cloud)
  • Client mobile
  • Rilevamento della presenza
  • Fax Internet
  • Chat
  • Trasferimento di file
  • Condivisione del desktop
  • Videoconferenza
  • Invio di SMS
Licenza 4 licenze in totale 7 licenze in totale
Formazione Disponibile tramite MSP formati da Wildix, documentazione online, videoteca e piattaforma di e-learning Disponibile solo tramite piattaforma di e-learning
Copertura delle chiamate 133 nazioni (tutte disponibili tramite CLASSOUND) 120 nazioni (non tutte disponibili tramite licenze Express, X2, X3 o X4)
Supporto Disponibile tramite Partner certificati, che hanno accesso 24 ore su 24, 7 giorni su 7 agli esperti Wildix Disponibile direttamente tramite 8×8, qualità del servizio e tempo di risposta incoerenti

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Come dovrebbe essere una transizione alle comunicazioni Cloud?

What Should a Transition to Cloud Communications Look Like
What Should a Transition to Cloud Communications Look Like?

Pianificazione la tua migrazione in modo semplice

Spesso, un ostacolo alla pianificazione completa della trasformazione digitale è che la spiegazione di una transizione al Cloud è troppo astratta. Sebbene tu conosca la flessibilità e la redditività dell’utilizzo del Cloud, potrebbe non esserti chiaro come iniziare a tracciare il processo di migrazione in modo semplice.

Per risolvere questo problema, esaminiamo una semplice panoramica di come portare il tuo sistema di comunicazione nel Cloud e quali vantaggi dovresti aspettarti una volta completato il processo.

1. Metti a fuoco i tuoi obiettivi

I viaggi più fluidi iniziano con un’immagine chiara della destinazione e spostarsi sul Cloud non è diverso. Prima di iniziare a trasferire gli strumenti nel Cloud, o anche prima di iniziare a pianificare il trasferimento, dovresti innanzitutto considerare ciò che desideri in termini di risultati finali.

Ad esempio, stai cercando di migliorare la produttività? Ridurre i tempi di inattività complessivi? Quali strumenti di collaborazione stai già utilizzando e quali dovrai portare nel Cloud?

Anche se queste domande sembrano troppo scontate per dedicarci del tempo, è importante rispondere per poter realizzare i risultati desiderati.

Un’altra cosa da considerare: se scopri che ti mancano gli elementi di comunicazione che vorresti nel Cloud, ora è il momento di identificarli. È possibile aggiungerli dopo la migrazione, ovviamente, ma sarà più semplice farlo subito se sai già quali sono gli strumenti di cui hai bisogno.

2. Stabilire quali sono gli strumenti prioritari relativamente alla migrazione

Una volta che hai in mente il tuo obiettivo finale, puoi iniziare a sviluppare una tabella di marcia adeguata. Il primo passo in questo processo è definire le tue priorità, ovvero le prime soluzioni di collaborazione di cui avrai bisogno nel Cloud. 

Tieni presente che “primo” non significa “il più prezioso” o “lo strumento che utilizzerai più spesso”. Il punto di questa fase non è prevedere quale strumento sarà quello di maggior valore, ma gettare le basi della tua futura architettura Cloud. In genere, si tratta di dati di contatto, funzionalità VoIP e di videoconferenza, ma i casi possono differire da azienda ad azienda. La chiave è pensare a quali elementi della tua infrastruttura digitale sono indispensabili per le tue comunicazioni.

3. Valuta la tua rete e testa le opzioni

Portare quegli elementi di comunicazione iniziali nel Cloud significa che hai parzialmente configurato la tua rete, il che a sua volta significa che puoi iniziare a testare come funziona la tua rete Cloud.

Sebbene i test dovrebbero certamente comportare un’analisi generale della velocità e della stabilità complessive della rete, altrettanto importante è utilizzare gli strumenti effettivi che hai migrato nel Cloud. Qualsiasi funzionalità VoIP, video o persino chat dovrebbe essere provata in ambienti sandbox e in stati controllati, valutando quanti più scenari possibili durante il processo.

Quando esegui questi test, assicurati di prendere in considerazione anche la sicurezza della tua rete. Essere interamente nel cloud presenta rischi diversi per la privacy e la protezione dei dati rispetto a una configurazione on-prem o ibrida, quindi è fondamentale che questi elementi ricevano un’attenzione particolare quando si inizia a mettere insieme un’infrastruttura di comunicazione funzionale.

4. Applica (e coinvolgi tutti)

Ovviamente, l’obiettivo finale di qualsiasi transizione al Cloud dovrebbe essere quello di far sì che il maggior numero possibile di dipendenti utilizzi il sistema. Ma in pratica, per arrivare a ciò probabilmente sarà necessario un periodo di transizione. I professionisti avranno bisogno di un po’ di formazione prima di utilizzare correttamente la nuova rete e potrebbero anche aver bisogno di tempo per abituarsi mentalmente a lasciare la precedente configurazione on-prem o ibrida.

Per facilitare la onboarding, è fondamentale attendere che questo periodo di transizione si concluda: implementare la formazione necessaria e consentire il feedback dei dipendenti su come la rete sta funzionando. Così sarà più semplice implementare effettivamente ulteriori modifiche alla rete mentre si è ancora nelle prime fasi del lancio.

In ogni caso, tuttavia, sarà importante coinvolgere il maggior numero di dipendenti possibile, in modo che i risultati iniziali rappresentino un uso effettivo della rete.

5. Rimani costantemente aggiornato

Una volta che la tua struttura Cloud è stabile e tutti i dipendenti sono stati integrati, la parte più difficile della transizione è finita.

Ma questo non significa che dovresti smettere di pensare ai piani futuri per il Cloud.

Uno dei principali vantaggi di questa piattaforma è la sua scalabilità e facilità di aggiornamento e, di conseguenza, non bisogna pensare che i risultati della migrazione siano definitivi. Mentre continui a utilizzare la tua rete di comunicazione Cloud, controlla l’uscita di eventuali strumenti aggiuntivi o di eventuali aggiornamenti importanti per il tuo portfolio attuale.

Sebbene possano uscire solo più avanti, le nuove soluzioni potrebbero rendere il tuo investimento nel Cloud ancora più redditizio.

Per ulteriori suggerimenti su come migrare e utilizzare le comunicazioni Cloud, iscriviti per ricevere gratuitamente la nostra rivista!

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Le VPN sono necessarie per i lavoratori moderni?

Are VPNs Necessary

Are VPNs Necessary

Lavorare da remoto in sicurezza

 

La sicurezza non è negoziabile quando si lavora da casa. È un dato di fatto che un dipendente, se accede ad internet dall’esterno dell’ufficio, deve utilizzare una connessione protetta, non solo per proteggere sé stesso, ma anche per mantenere la propria azienda al sicuro da danni finanziari e dalle conseguenze pubbliche negative degli attacchi informatici.

Spesso, la risposta alla domanda di come ottenere una connessione sicura è la VPN. Sulla carta, sembra abbastanza affidabile: il reparto IT stabilisce la connessione, i dipendenti si collegano ad essa e, voilà, tutti sono al sicuro.

Tuttavia, questa panoramica non considera i problemi di una VPN. Piuttosto che mantenere i lavoratori remoti al sicuro, le VPN tendono a dare alle aziende solo l’illusione di una totale sicurezza, rendendo di conseguenza meno sicura la forza lavoro distribuita.

 

Sono tutti sempre connessi?

Un problema importante di questa configurazione è che una VPN, per funzionare, richiede che i dipendenti rispettino totalmente le direttive: la connessione sarà sicura solo se i lavoratori si connetteranno effettivamente alla rete. Senza quella connessione, nulla proteggerà le loro comunicazioni dagli hacker.

Sebbene le aziende ricordino ai dipendenti di non dimenticare mai di utilizzare una VPN quando lavorano da casa, ci sono ancora casi in cui la politica aziendale non si traduce in azione. Supponiamo, ad esempio, che un dipendente si svegli tardi e si dimentichi di connettersi alla VPN mentre si affretta ad accedere. Oppure, supponiamo che debba effettuare una rapida chiamata VoIP a un collega fuori orario e non abbia voglia di connettersi ancora una volta alla VPN.

Le conseguenze di questi errori possono essere gravi. E il problema è che sono semplici errori umani, perciò molto facili da commettere quando si utilizzano VPN.

 

Non così al passo con i tempi

Un altro problema delle VPN è la larghezza di banda. Poiché le VPN creano una rete privata all’interno di una connessione Internet esistente e crittografano tutti i file distribuiti su di essa, l’utilizzo dei dati su una VPN aumenta dal 10 al 15%. E per quei dipendenti che a casa hanno una connessione Internet scadente, un aumento del genere può essere disastroso. Sebbene ci siano modi per aumentare la velocità di trasmissione in casa, in sostanza questi metodi non fanno poi la differenza.

Quindi, se un download procede lentamente o se la qualità di una videochiamata è bassa, è molto probabile che un dipendente che lavora in smart working disconnetta la VPN per compensare (eh già, anche se gli standard di sicurezza dell’azienda non lo consentirebbero).

 

Protezione “tutto o niente”

Supponiamo che tutti i dipendenti che lavorano da remoto utilizzino la VPN secondo gli standard. Ciò renderebbe questa modalità di lavoro totalmente sicura?

Non proprio. Ricorda: non importa quanto sia sicura la tua connessione di rete privata, una VPN è solo una protezione contro hacker e agenti dannosi. Una volta violata, gli hacker hanno la libertà di intercettare le comunicazioni, come se facessero parte del team. Questa forma di sicurezza è “tutto o niente”, senza garanzie reali oltre all’accesso alla connessione iniziale.

Di conseguenza, ottenere le credenziali di accesso per le VPN è una vera miniera d’oro per gli hacker, poiché è un biglietto diretto per tutte le comunicazioni della tua azienda. Ironia della sorte: l’utilizzo di una VPN offre agli autori di attacchi informatici un modo molto semplice per attaccare una connessione aziendale.

 

Ti fidi del tuo provider?

È tutt’altro che impossibile per gli hacker ottenere le credenziali di accesso VPN. Tutto ciò che devono fare è ricorrere direttamente alla fonte: il provider VPN.

In una VPN, il provider di rete detiene tutte le credenziali per l’accesso alla rete. Purtroppo, questo non è sempre indice di una maggiore sicurezza, considerando che la maggior parte delle aziende ha subito una violazione dei dati di terze parti nel 2018. (Considera che anche il principale provider VPN, NordVPN ,ha subito una notevole violazione dei dati.)

Ancora una volta, una configurazione VPN offre alle aziende un solo livello di protezione contro gli hacker, e questo significa che il provider è effettivamente l’unica fortezza che protegge l’intera rete. Se questo ti allarma, vale la pena considerare altre opzioni.

 

Alla ricerca di alternative

Quindi, quali sono queste altre opzioni?

Piuttosto che instradare tutte le comunicazioni aziendali attraverso un server sicuro appositamente realizzato, è più sicuro e più conveniente applicare gli standard di sicurezza su tutte le comunicazioni all’inizio, quando vengono inviate. Questo vuol dire includere metodi di sicurezza come la crittografia, la creazione di canali privati ​​end-to-end e altre protezioni integrate direttamente nella piattaforma di comunicazione dell’azienda. Questo approccio “secure-by-design” è spiegato più nei dettagli qui.

Ancora una volta, poiché lo smart working è diventato la normalità per le aziende, è più importante che mai comprendere appieno tutte le implicazioni delle metodologie di sicurezza utilizzate dalla tua azienda e, nel caso delle VPN, perché è saggio cercare alternative.

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5 Suggerimenti Per Webinar Migliori

5 Tips for Better Webinars
5 Tips for Better Webinars

Come Trasformare Gli Spettatori In Clienti

Anche se molte aziende stanno cercando di tornare alle attività pre-pandemiche, l’utilizzo diffuso dei webinar è un cambiamento che probabilmente continuerà a far parte delle nostre abitudini. È davvero conveniente mantenere questo modello: perché preoccuparsi di andare fisicamente ad una presentazione quando puoi trasmettere la stessa cosa a chi vuoi e ovunque?

Tuttavia, questa rapida diffusione dei webinar non è stata priva di inconvenienti. Uno dei principali è che un professionista medio, riceve così tanti inviti a webinar diversi che probabilmente ne è sommerso. Inoltre, è probabile che le sessioni alle quali ha partecipato in precedenza lo abbia annoiato parecchio, rendendolo poco incline a partecipare ad un’altra sessione completa.

Tutto questo mette i vendors in una posizione difficile: nell’era dei webinar, come ci si può assicurare che i tuoi webinar vengano visti?

La risposta giusta è fare in modo che i tuoi webinar si distinguano da tutti gli altri. In un mercato pieno di webinar noiosi e poco professionali, è necessario coinvolgere attraverso delle presentazioni raffinate e brillanti, in grado di attirare l’attenzione del partecipante. 

Grazie a questi cinque semplici consigli, avrai le basi perfette per farlo.

1. Crea uno scenario professionale per i tuoi webinar

Sii onesto: quante volte hai partecipato ad un webinar e hai visto l’organizzatore che indossava una felpa, seduto al tavolo della cucina?

Scene del genere trasmettono agli spettatori una cattiva impressione, per non dire altro. Sì, lo scopo di un webinar è una maggiore praticità, ma questo non significa che il presentatore non debba sforzarsi neanche un po’. Anche se l’evento si svolge virtualmente, sono necessari lo stesso impegno e la stessa qualità che verrebbero impiegati in una presentazione che si svolge di persona.

E tutto questo inizia con quello che appare sullo schermo durante il tuo webinar. Tu, il presentatore, devi essere vestito in modo professionale, in linea con il livello di professionalità della presentazione. Allo stesso modo, l’ambiente circostante deve essere presentabile: pensa a un ufficio smart e ordinato o a uno studio organizzato.

Immagina che un regista stia per girare un documentario a casa tua: scegli la stanza che vorresti che mostrasse di più, e organizzala in modo che sia il più rispettabile e pulita possibile.

Ricorda: con un formato come il webinar, è fondamentale che tu offra al tuo pubblico qualcosa di ordinato da guardare.

2. Investi in hardware di fascia alta

Una configurazione professionale non sarà molto utile se non puoi mostrarla in tutti i dettagli. Infatti, una bassa qualità video o audio è un modo rapidissimo per perdere immediatamente la stima che il tuo pubblico nutre nei tuoi confronti.

Per offrire ai tuoi spettatori un’ottima esperienza di webinar, è fondamentale che tu appaia chiaramente sullo schermo e che ti possano sentire chiaramente attraverso gli altoparlanti. Il modo migliore per farlo è utilizzare hardware di alta qualità: principalmente un microfono potente e altamente affidabile e una webcam HD.

Sì, si è tentati di utilizzare solo i dispositivi integrati nel laptop. Ma la verità è che un po’ di investimento extra ripagherà molto in termini di presentazione.

(In una nota correlata, se la stanza da te scelta si trova in una zona dove il segnale Wi-Fi è debole, considera di investire in un amplificatore Wi-Fi per preservare il segnale. Dopo tutto, l’unica cosa peggiore di un webinar di bassa qualità è un webinar che si blocca.)

3. Tieni lontano le distrazioni

Anche quando un webinar sta andando bene, è sufficiente un’interruzione indesiderata per far cambiare l’umore del pubblico. I tuoi spettatori si sono sintonizzati per vedere un professionista che dà nuove informazioni, non per vedere il tuo gatto che cammina davanti alla webcam.

Ecco perché parte dell’organizzazione del tuo webinar dovrebbe comprendere tenere tutte le distrazioni fuori dal tuo spazio webinar. Questo significa tenere gli animali fuori dalla stanza, avvisare la famiglia o i compagni di stanza di non disturbarti e mettere tutti i dispositivi elettronici nelle vicinanze in modalità silenzioso (sì, anche il telefono).

Inoltre, tieni presente che le distrazioni possono essere sia virtuali che fisiche. Se devi effettuare una presentazione elettronica nel tuo webinar, valuta la possibilità di disattivare tutti gli avvisi sul tuo computer durante la sessione. In questo modo, la visualizzazione condivisa dello schermo non includerà anche messaggi di chat o notifiche e-mail.

4. Acquisisci familiarità con il tuo software

Indipendentemente dalla piattaforma che stai utilizzando per il tuo webinar, è fondamentale che tu sappia bene come usarla prima di iniziare la tua prima trasmissione. Per quanto tu possa sembrare convincente, se all’inizio del tuo webinar controlli le opzioni e le impostazioni del software, è probabile che i partecipanti abbandonino il webinar. 

Ciò significa che è imperativo non dare al pubblico la possibilità di sbirciare dietro il sipario digitale. Con largo anticipo rispetto alla data del webinar, acquisisci familiarità con le impostazioni del software, preparati per la trasmissione e impara come apportare le modifiche necessarie.

Se per farlo devi guardare tutorial o video dimostrativi, guardali. Se hai bisogno di contattare il tuo reparto IT, fallo al più presto. Non è eccessivo affermare che le difficoltà tecniche durante il webinar fanno una cattiva impressione, quindi massimizzare l’interesse dei partecipanti significa ridurre al minimo la tua confusione su come funziona il sistema del webinar.

5. Aggiorna la tua piattaforma

Detto questo, non tutte le piattaforme sono uguali. Alcune sono progettate per sessioni professionali e di alta qualità, altre sono realizzate per sessioni di videochiamata sopravvalutate. Impressionare il tuo pubblico con un sistema sotto alla media non è facile e, francamente, usarne uno significa crearti problemi che potresti evitare.

Quindi, per mettere davvero te stesso e la tua azienda in luce, prendi in considerazione l’utilizzo di una soluzione webinar professionale e orientato alle vendite: uno strumento che sia in grado di mantenere una connessione stabile, supportare audio e video di alta qualità, mettere a fuoco automaticamente e permettere l’interazione con il tuo pubblico.

Tutti questi componenti e molto altro si uniscono in WizyWebinar, lo strumento all’avanguardia di Wildix per la creazione e la trasmissione di webinar. Per maggiori informazioni, visita questo link.

Pensando ai tuoi webinar

Ovviamente questo non vuol dire che la creazione di un webinar, seguendo questi suggerimenti, sarà un successo assicurato. C’è bisogno anche di un buon marketing della tua sessione, di raggiungere i lead in-target, per non parlare della scrittura e dell’efficacia della presentazione (tutti argomenti a sé stanti).

Tuttavia, con cambiamenti molto importanti come questi, otterrai facili miglioramenti su quasi tutti i webinar che puoi offrire, costruendo una solida base per lanciare ottime presentazioni online e avere un impatto migliore sui tuoi contatti.

Per ulteriori suggerimenti su come migliorare le tue vendite virtualmente o di persona, iscriviti per ricevere gratuitamente la nostra rivista!

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Lo smart working al cinema: una storia di continuità

Smart Work at the Movies: A Continuity Story
Smart Work at the Movies: A Continuity Story
Smart Work at the Movies: A Continuity Story

Come un lavoratore da remoto ha mantenuto in vita un film iconico (e cosa significa per la tua azienda)

Come molti altri millennial, sono cresciuto in gran parte con i primi due film di Toy Story. I motivi per cui questi film mi hanno attratto sono senza dubbio ovvi per chiunque li abbia visti: i personaggi, l’umorismo e le avventure emotivamente significative si collegavano alla mia immaginazione da bambino come pochi altri film.

Ora, da adulto, ciò che trovo particolarmente sorprendente di Toy Story e del suo sequel del 1999 è la lungimiranza dal punto di vista tecnologico. Sono stati, ovviamente, alcuni dei primi film ad essere realizzati interamente con immagini generate al computer, il che non solo ha influenzato il loro aspetto, ma ha anche reso la loro produzione ancora più legata alla tecnologia rispetto a qualsiasi altro film.

Eppure, per quanto rivoluzionario sia stato, c’è un altro aspetto meno noto della Pixar che l’ha resa un pioniere a Hollywood: che ci crediate o no, sono stati anche i primi ad adottare lo smart working.

Cosa ancora più incredibile, l’adozione di questa politica ha salvato uno dei film più importanti dello studio (e uno dei miei preferiti d’infanzia): Toy Story 2.

L’aiuto della configurazione domestica

Nonostante la raffinatezza della versione finale, la produzione di Toy Story 2 è stata piena di insidie, afflitta fin dall’inizio da molti problemi, come la lotta con talenti non affermati e le scadenze rigorose imposte dal finanziatore, la Disney.

Ma, ironia della sorte, il problema più grande è stato creato dalla tecnologia utilizzata per la realizzazione del film.

Durante la produzione, un dipendente ha accidentalmente inserito il comando “rm*” nei server Pixar e, a sua insaputa, quel comando di tre caratteri ha iniziato a cancellare ogni byte di dati contenente il film girato fino a quel punto.

Lo staff della Pixar ha immediatamente notato il problema. Infatti, mentre lavoravano al film, le risorse hanno iniziato a scomparire e interi modelli di personaggi semplicemente svanivano dai monitor.

Come ci si potrebbe aspettare da un’azienda tecnologica multimilionaria, la Pixar aveva un server di backup per rimediare a un tale disastro. Il team ha quindi utilizzato tali sistemi di backup per ripristinare i file che erano andati persi.

L’unico problema? Si è scoperto che quel server di backup non funzionava correttamente da mesi. Vale a dire che conteneva zero file utilizzabili.

Definire “terribile” la situazione della Pixar sarebbe un eufemismo. In appena poche ore, lo studio aveva cancellato due anni interi di lavoro, e non era in grado di rispettare la scadenza dell’uscita del film, fissata dalla Disney a solo un anno di distanza. Non solo la Pixar aveva sconvolto la sua società di finanziamento, ma aveva anche fatto una figura terribile con il pubblico, desideroso di vedere il seguito dell’acclamato film Toy Story. Ogni speranza sembrava persa.

Questo finché lo studio non si è ricordato che, per tutto quel tempo, il direttore tecnico supervisore del progetto aveva trascorso parte della produzione lavorando da casa.

Esatto: per mesi, la regista in questione, Galyn Susman, aveva lavorato al film dal suo computer, per poter prendersi cura del suo bambino appena nato mentre era al lavoro. Perciò le uniche copie dei file di Toy Story 2 erano state salvate sul PC di casa sua.

Rendendosi conto di ciò, Susman e il direttore tecnico associato, Oren Jacob, hanno immediatamente cercato di recuperare il PC in questione. Appena arrivati alla casa di Susman, hanno avvolto il pc con delle coperte, lo hanno riposto sul sedile posteriore con la cura che si avrebbe nell’allacciare le cinture ad un bambino per fargli fare un giro sullo Space Mountain, poi si sono diretti verso gli studi con le luci di emergenza lampeggianti per tutti i 20 minuti del viaggio.

Alla fine, il team della Pixar ha collegato il computer al server principale e da lì ha recuperato la maggior parte dei filmati di Toy Story 2. Grazie al lavoro da remoto, quella che sembrava una catastrofe si è trasformata in un piccolo intoppo.

Il resto della storia è la parte che probabilmente tutti già conoscono: Toy Story 2 ha riscosso un notevole successo commerciale ed è stato acclamato dalla critica, consolidando la fama dell’allora neonata Pixar come uno dei produttori di film d’animazione più innovativi e di alta qualità del mondo (rivaleggiando anche con la società madre, Disney).

Applicazioni più ampie

Io amo questa storia e probabilmente è già chiaro che vuole essere anche una lezione. E questa lezione è piuttosto semplice: essere un passo avanti con pratiche come lo smart working può apportare alle aziende benefici importanti (e persino inaspettati).

Sì, lo smart working apporta molti vantaggi immediati, come il buon umore dei dipendenti e la riduzione delle spese aziendali. Sì, questi vantaggi sono significativi e vale la pena sfruttarli. Ma la storia della Pixar mostra che questo valore è una piccola parte dell’elevato potenziale dello smart working.

Per la Pixar, il vantaggio nascosto dello smart working è stato, in una sola parola, la continuità: la garanzia che il lavoro svolto non andasse perduto a causa di imprevisti. A dire il vero, questo vantaggio non si applica all’ambiente di lavoro moderno allo stesso modo: ormai abbiamo il cloud e i backup automatici sono più standardizzati e più affidabili. Eppure il principio generale è ancora valido. Con un impiegato che lavorava da casa, lo studio è riuscito ad evitare le terribili conseguenze di un incidente accaduto in ufficio.

Per un’applicazione più ampia, immaginate che un incidente di questa portata si verifichi nella vostra azienda. Supponiamo che invece di un dipendente che cancella i vostri file, il disastro sia un’alluvione che frigge l’interruttore del circuito del vostro ufficio o un’infestazione di termiti che distrugge ogni cosa. Sebbene disastri di questo tipo siano dannosi, se i vostri dipendenti hanno la possibilità di lavorare da casa, tutto può comunque continuare normalmente. Meglio ancora, se (come nel caso della Pixar) i dipendenti sono già a casa, i progetti continueranno senza interruzioni di alcun tipo. In effetti, questo è quello che è successo quando Wildix ha affrontato gli obblighi di quarantena, poiché la tecnologia disponibile internamente ha permesso ai nostri team di spostarsi a casa, senza tempi di inattività o perdita di produttività.

In realtà, ciò che questa storia vuole insegnare è che, per la Pixar, avere un dipendente a casa non si è tradotto unicamente in un risparmio sui costi o nel buon umore dei dipendenti, ma ha di fatto salvato gli affari.

Quindi, quando pensate allo smart working, considerate che il limite del suo valore dipende da quanto lo sfruttate. Nel giusto contesto e con il team giusto, i suoi benefici possono estendersi all’infinito (e, sì, anche oltre).

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